Il sarcofago d'oro torna in Egitto, era stato venduto al Met di New York per 4 milioni di dollari
Trafugato via Emirati Arabi Uniti, Germania e Francia, da oggi è esposto al Museo Nazionale della civiltà egizia a Il Cairo.
Il Metropolitan Museum of Art di New York ha restituito il prezioso sarcofago dopo che una inchiesta condotta negli Stati Uniti ha stabilito trattarsi di un oggetto trafugato. La bara una volta conteneva la mummia di Nedjemankh, un sacerdote del periodo tolemaico vissuto circa 2000 anni fa.
Il ministro delle Antichità Khaled el-Anany ha dichiarato che il rtientro in patria di questo "unico, meraviglioso manufatto" mostra una solidarietà molto forte tra Egitto e Stati Uniti.
Il Met di New York l'aveva acquistato da un commerciante d'arte di Parigi nel 2017 per circa 4 milioni di dollari e il pezzo era diventato il fulcro di una importante mostra. Il manufatto è stato rimosso lo scorso febbraio dopo che era stata presentata prova del suo furto. Le autorità egiziane sono riuscite a dimostrare che la licenza di esportazione della bara era "falsa" a seguito di una richiesta delle autorità statunitensi.
Il 'detective' americano Thomas Goldberger ha partecipato alla cerimonia di svelamento nel museo de Il Cairo: "Siamo lieti che questo bellissimo manufatto sia qui in questo museo in Egitto dove dovrebbe essere."
Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità, ha spiegato l'importanza dell'oggetto descrivendo la superficie del sarcofago che è riccamente decorato con scene e geroglifici: "Il nome del proprietario di questa bara è scritto qui 'Nedjemankh' e il suo titolo era quello di 'sacerdote'." Molto probabilmente, ha concluso Waziri, la bara proviene dalla regione centrale del Paese ma ulteriori ricerche faranno piena luce sulla sua origine.
Il Met si è scusato con l'Egitto. Il capo del museo Daniel Weiss ha detto che il museo newyorkese è stato vittima di una frode e si è trovato a partecipare inconsapevole a un traffico illegale di antichità. Gli investigatori statunitensi hanno stabilito che la bara era stata introdotta clandestinamente dall'Egitto passando attraverso gli Emirati Arabi Uniti, la Germania e la Francia. Al museo sono poi stati forniti documenti falsi, inclusa una licenza di esportazione egiziana contraffatta del 1971.
Il procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus Vance Jr. e il ministro degli Esteri egiziano Sameh Hassan Shoukry hanno tenuto una cerimonia di rimpatrio a New York mercoledì scorso: "Il ritorno dei tesori culturali rubati nei loro paesi di origine è al centro della nostra missione per fermare il traffico di antichità rubate ", ha dichiarato il procuratore.