Iraq. Dalla Spagna le copie delle statue distrutte dallo Stato Islamico. Rinasce la reggia di Nimrud
Le statue di Lamassu, divinità assira con il corpo di leone alato e la testa umana, erano state "digitalizzate" da un gruppo di esperti della Fondazione Factum nel 2004 utilizzando uno scanner ad alta risoluzione fabbricato a Barcellona. Successivamente hanno creato uno stampo in marmo a stucco per garantire l'accuratezza delle repliche
Due copie esatte delle statue raffiguranti leoni alati con teste umane e cinque zampe (i Lamassu) e che adornavano la sala del trono del re assiro Asurnasirpal II nel suo palazzo di Nimrud a Mosul, nel nord dell'Iraq, sono state trasferite oggi a Baghdad da un aereo dell'aeronautica militare spagnola. Nell'aprile del 2015 il sito archeologico di Nimrud era stato distrutto a picconate, con esplosivi e bulldozer dai jihadisti del sedicente Stato Islamico (Is), che poi avevano diffuso video celebrativi.
Il progetto di ricostruzione, che coinvolge anche il British Museum, l'olandese Rijksmuseum Van Oudheden e il governo iracheno, mira a ricostruire il sito archeologico distrutto dall'Is. ''L'iniziativa
cerca di aiutare la città (di Mosul, ndr) a risollevarsi dal fardello terroristico e dalla distruzione del suo patrimonio'', ha scritto il ministero degli Esteri spagnolo su Twitter annunciando ''il ritorno a
Mosul delle statue di Lamassu''. Mosul era considerata dall'Is la capitale dell'autoproclamato Califfato islamico.
La sala del trono del re assiro Assurnasirpal II nel suo palazzo a Nimrud era rimasta sepolta per più di duemila anni dopo la caduta dell'impero assiro ed è stata scoperta dall'archeologo del
British Museum Austin Henry Layard nel 1847. La distruzione del sito archeologico assiro da parte dell'Is ha dato il via a un progetto di ricostruzione autorizzato dal British Museum a condizione che i
facsimile fossero donati all'Università di Mosul. Il trasferimento delle statue in Iraq da parte del ministero della Difesa spagnolo è la prima fase del progetto, alla quale seguirà una missione di esperti
della Fondazione Factum a Mosul per seguire la loro installazione nel perimetro dell'Università.
Le statue di Lamassu erano state "digitalizzate" da un gruppo di esperti della Fondazione Factum nel 2004 utilizzando uno scanner ad alta risoluzione fabbricato a Barcellona. Successivamente hanno creato uno stampo in marmo a stucco per garantire l'accuratezza delle repliche.