L'Anello di bronzo di Francesco Arena in mostra al Colosseo
È un lavoro che mette in relazione il tempo umano con quello della pietra. Al suo interno una frase di Virginia Woolf
Un maestoso anello di bronzo di quattro metri e mezzo di diametro nel parco Archeologico del Colosseo, il sito italiano più visitato ogni anno con 7.554.544 accessi solo nel 2019. Dopo il rinvio causato dall'emergenza coronavirus, è stata inaugurata l'opera di Francesco Arena posizionata sul Palatino "nello spazio vuoto della Vigna Barberini" che si affaccia proprio sull'Anfiteatro Flavio. Un'opera "pensata appositamente per quello spazio in relazione a ciò che la circonderà", spiega l'artista vincitore della quinta edizione dell'Italian Council, il bando internazionale del Mibact per promuovere l'arte contemporanea.
All'interno dell'installazione è incisa la frase “THE VERY STONE ONE KICKS WITH ONE’S BOOT WILL OUTLAST SHAKESPEARE” (La stessa pietra che calci con lo stivale sopravviverà a Shakespeare).
"Parole – spiega Francesco Arena - tratte da To the Lighthouse di Virginia Woolf. Nella frase la scrittrice sintetizza meravigliosamente il nostro rapporto con le cose che ci circondano e che esistono da prima di noi e a noi sopravvivranno, la stratificazione del tempo e la moltitudine di tempi esistenti, il tempo dell’uomo uguale a una manciata di decenni e il tempo della pietra fatto di ere; nella frase è per me evidente il rapporto che abbiamo con le cose inanimate e che “usiamo” quotidianamente, appunto una pietra a cui diamo un calcio, apparentemente un oggetto senza alcuna importanza ma che testimonia con il suo resistere nel tempo l’indifferenza della natura nei confronti del nostro passaggio, anche quando questo trasforma una pietra in una statua o in architettura destinata inevitabilmente col tempo a divenire rovina e nuovamente pietra".
"È un lavoro che mette in relazione il tempo umano, con quello invece della pietra", dice Arena. "Al Parco archeologico, la pietra la fa da padrona, con i manufatti che sono lì da migliaia di anni. Hanno resistito così a lungo. Ma pietra erano originariamente e alla fine il tempo li sta ritrasformando in pietra naturale. Si distruggono e tornano a essere quello che erano prima. Anello è un'opera tutta in bronzo, materiale prezioso, la cui lavorazione è costosa" - prosegue - "Ed è grande. È molto impegnativa da un punto di vista economico. È grazie all'Italian Council se è stato possibile realizzarla. Ora è pensata per rimanere esposta almeno un anno, ma sarei ben felice se entrando nel patrimonio del Parco Archeologico restasse permanente. Si troverà in un contesto dove transitano milioni di persone. L'auspicio è che inviti i visitatori a una riflessione diversa del luogo".