La Madonna della Melagrana non è un falso. Proviene dalla bottega di Botticelli
Anche gli esperti del Victoria & Albert Museum e della National Gallery di Londra hanno confermato l'origine quattrocentesca e fiorentina del dipinto
"Non è un fake, non è un falso Botticelli, ma un dipinto originale della sua scuola".
Da sempre ritenuto un'imitazione della "Madonna della melagrana", dipinta da Sandro Botticelli nel 1487 ed esposta agli Uffizi di Firenze, un tondo sullo stesso tema, affidato alle cure dell'ente britannico English Heritage, è stato promosso ad autentico, o, per lo meno, opera della bottega fiorentina del grande maestro del Rinascimento.
La nuova valutazione è arrivata dopo un restauro, preceduto da un'analisi dei pigmenti e da esami sugli strati ai raggi X e infrarossi: esami che nella maggior parte dei casi finiscono per sottrarre la patente di autenticità a molte opere ma che in questo caso hanno portato alla decisione opposta.
La "Madonna della melagrana" britannica raffigura Maria Vergine con Gesù bambino che tiene in mano un melograno, simbolo della futura Passione, circondati da quattro angeli. Era ritenuta un falso per via di una finitura che ricopriva la pittura e per alcuni dettagli iconografici fuorvianti. La rimozione della patina giallastra e di dettagli aggiunti hanno invece rivelato una fattura, finora nascosta, tipica della bottega di Botticelli. Benchè più piccolo dell'originale presente agli Uffizi, il dipinto di Londra è molto dettagliato e il restauro ha riportato alla luce anche una foglia d'oro nell'alone di Maria e le ali degli angeli. "Botticelli, come altri pittori contemporanei fiorentini, aveva una bottega in cui venivano realizzate più versioni e più adattamenti di opere del maestro, probabilmente anche a prezzi inferiori rispetto al primo dipinto", ha spiegato Paul Joannides, professore emerito di storia dell'arte all'Università di Cambridge.
"Esaminare il dipinto per la prima volta in oltre 100 anni ci ha dato veramente la possibilità di venire a stretto contatto con la sua tecnica pittorica", ha spiegato in una comunicato Rachel Turnbull, restauratrice capo di English Heritage. "Ho immediatamente notato la palese somiglianza con i lavori della bottega dello stesso Botticelli. Dal punto di vista stilistico era troppo simile per essere un'imitazione. Risale al periodo giusto ed è dipinta su legno di pioppo, un supporto comune all'epoca", ha aggiunto.
Il tondo botticelliano sarà esposto al pubblico dal primo aprile alla galleria Ranger's House a Greenwich, Londra, come parte della collezione di oltre 700 opere d'arte del magnate dei diamanti dell'800 Julius Wernher.