La monumentale fontana di Kara Walker che racconta gli schiavi d'America alla Tate Modern di Londra
L'opera, che si chiama Fons Americanus, sarà esposta fino al 5 aprile
Una fontana alta 12 metri che rappresenta la storia della schiavitù in America è stata inaugurata nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra. Racchiusa in una conchiglia, la scultura è l'ultima opera dell'artista afroamericana Kara Walker realizzata in argilla e Jesmonite, una resina a base acquosa che riproduce l'effetto della scultura su pietra.
Circa 35.000 litri d'acqua scendono dalla Venere che sovrasta la fontana in una vasca per poi confluire in una seconda piscina. La struttura principale è ispirata al Victoria Memorial di fronte a Buckingham Palace, mentre le vasche ospitano una serie di sculture che richiamano Damien Hirst, tra cui il celebre squalo in formaldeide. Il tema della schiavitù, le atrocità e la segregazione che il popolo nero ha dovuto subire nei secoli è suggerito da una nave chiaramente ispirata al dipinto di Turner The Slave Ship. L'opera, che si chiama Fons Americanus, sarà esposta fino al 5 aprile.
Kara Walker dedica la arte alla narrazione delle storie legate alla schiavitù africana in America. Le sue installazioni più note sono composte da silhouettes: caroselli di figure bianche o nere ritagliate e applicate alle pareti che svelano a un occhio più attento tutta la brutalità e l’orrore della schiavitù. Tra le sue opere più celebri, quella ispirata a Via col Vento, storico romanzo di Margaret Mitchell da cui è stato tratto il colossal cinematografico: una gigantesca sfinge col volto di "Mamie", ricoperta di zucchero, circondata da bambini ricoperti di melassa, che portano dei cesti.