Svelata a Londra la versione di "Giuditta e Oloferne" di Caravaggio ritrovata in una soffitta
Perso ad Amsterdam nel 1617, il dipinto fu ritrovato in una intercapedine nella soffitta di una fattoria a Tolosa nel 2014. Il 27 giugno andrà all'asta a Tolosa, dove potrebbe raggiungere una quotazione di 150 milioni di euro
Il quadro, di proprietà dei discendenti di un ufficiale napoleonico, fu presentato al pubblico nel 2016. Si tratta di una seconda versione del dipinto conservato nella Galleria nazionale di arte antica di Roma che rappresenta l'episodio biblico della decapitazione del condottiero assiro Oloferne da parte della vedova ebrea Giuditta, che voleva salvare il proprio popolo dalla dominazione straniera. Questo secondo dipinto sarebbe stato realizzato dal Merisi a Napoli nella prima decade del Seicento.
Opera dalla storia complicata e della cui autenticità si è molto discusso, è stato identificato come il vero Caravaggio andato perduto dall'esperto d'arte parigino, Eric Turquin. Quattro documenti secondo lui supportano l'autenticità e la provenienza: due lettere del 1607 al duca di Mantova, che descrivono il dipinto; il testamento del 1617 del mercante d'arte e pittore Louis Finson; e un inventario della tenuta di Abraham Vinck, un socio di Finson, eseguito ad Anversa nel 1619.