Le foto più belle del Sony World Photography Awards tra vita di quartiere e transizione ecologica
La World Photography Organization ha annunciato i vincitori dell'edizione 2021 del prestigioso concorso fotografico internazionale. Tra questi due italiani che raccontano progetti legati alla sostenibilità ambientale.
Con la serie 'Bank Top' il documentarista britannico Craig Easton si è aggiudicato il titolo di fotografo dell'anno. Premiati anche i primi classificati nelle dieci categorie Professional del Sony World Photography Awards 2021, tra cui due italiani Simone Tramonte e Vito Fusco.

Simone Tramonte nella sezione Ambiente con una serie intitolata 'Net-zero Transition' e dedicata alla transizione verso un'economia sostenibile anche alla luce della crisi acuita dalla pandemia.

Vito Fusco nella sezione Documentaristica con una serie intitolata 'The Killing Daisy' e dedicata al ritorno della coltivazione del piretro in Kenya come insetticida naturale sull'onda della sempre maggiore richiesta di prodotti biologici.

I ritratti della serie 'Bank Top' nascono dall’iniziativa 'Kick Down the Barriers', promossa dal Blackburn Museum & Art Gallery in risposta all’immagine di Blackburn come "città a più alto tasso di segregazione della Gran Bretagna". Per mettere in discussione questa narrativa, il museo ha invitato artisti e scrittori a rappresentare in maniera autentica le comunità dei vari quartieri, collaborando con i residenti. Per un anno, Easton e Hafiz hanno lavorato a stretto contatto con gli abitanti per trasformare le storie e le esperienze locali in una serie di ritratti in bianco e nero. Da questo lavoro, una risposta alle semplificazioni e alle generalizzazioni che circolano spesso nei media 'mainstream', sono emerse problematiche di privazione sociale, disoccupazione, immigrazione e rappresentanza. A proposito del riconoscimento ottenuto, Easton ha dichiarato: "Sono fiero che la mia opera sia stata apprezzata dai Sony World Photography Awards. Fotografo per imparare, per provare a capire, per documentare e condividere delle storie. È un privilegio poterlo fare mettendo in discussione percezioni e stereotipi, un tema che ritengo essere particolarmente importante. È fantastico che le storie delle comunità ignorate o rappresentate in maniera distorta dell’Inghilterra settentrionale, dove vivo, possano essere riconosciute e condivise a livello globale. Grazie."