Le tre porte del Battistero di Firenze di nuovo insieme dopo 30 anni
I capolavori in bronzo e oro, realizzati tra il 1330 e il 1452, dominano la prima sala del museo dell'Opera del Duomo
Dopo quasi 30 anni di attesa, tornano visibili una accanto all'altra nella sala del Paradiso del Museo fiorentino dell'Opera di S.Maria del Fiore le tre monumentali porte del Battistero di Firenze.
I capolavori in bronzo e oro, realizzati tra il 1330 e il 1452, da oggi dominano la prima sala del museo con i loro 5 metri di altezza per 3 di larghezza ciascuna. Due, la celebre porta del Paradiso, e quella Nord, entrambe realizzate da Lorenzo Ghiberti, vi erano già custodite. Con l'arrivo della porta Sud, realizzata da Andrea Pisano tra il 1330 e il 1336, si conclude un complesso restauro iniziato nel 1978 e realizzato dall'Opificio delle Pietre dure.
La porta Sud
La porta Sud di Andrea Pisano, del peso di circa 8 tonnellate, è costituita da 28 formelle di cui 20 raccontano episodi della vita di S.Giovanni Battista, patrono del Battistero e di Firenze, intervallate da 74 fregi. Pisano, discepolo e collaboratore di Giotto, realizzò sulla porta anche 48 teste di leone (simbolo della città), una delle quali andata perduta nell'alluvione del 1966 che causò danni gravissimi a tutti e tre i portali del "Bel San Giovanni", così Dante chiamava il Battistero di Firenze. In seguito sono stati tolti dalla loro originale collocazione.
Dopo la porta Sud ad Andrea Pisano saranno affidate le più importanti imprese scultoree fiorentine del secolo: morto Giotto, sarà incaricato di portare avanti i lavori del Campanile di cui realizzerà, con l'aiuto di collaboratori, 8 delle grandi statue e 48 dei 52 rilievi. Gli originali sono anch'essi esposti al Museo dell'Opera.
La prima porta a essere spostata dal Battistero è stata quella del Paradiso nel 1990. Il restauro si è protratto fino al 2012. Per le altre due porte ci sono voluti tre anni di restauro ciascuna per riportare alla luce ciò che resta della bellissima doratura e dei meravigliosi dettagli delle parti scultoree. Marco Ciatti, soprintendente dell'Opificio delle pietre dure, ha spiegato che "tutto iniziò con un lungo percorso di studi che ha portato a rinnovare completamente le tecniche di intervento e restauro sui grandi bronzi e soprattutto sui dorati". Un progetto di ricerca "che si è sviluppato soprattutto per il restauro della prima porta, e di cui hanno poi usufruito le altre due. È stato un restauro innovativo e all'avanguardia a livello internazionale".
La porta Sud è la più antica delle porte del Battistero, realizzata per una sorta di competizione di Firenze che voleva dimostrare la sua superiorità nell'arte monumentale rispetto alle altre città stato della Toscana. E allo stesso tempo, per una competizione della corporazione dei mercanti dell'Arte di Calimala, che avevano costruito il Battistero, nei confronti della potente corporazione dell'Arte della Lana che esercitava il suo patronato sull'Opera del Duomo.