Lo Smithsonian apre i suoi archivi digitali: milioni di immagini libere per tutti
L'istituto di istruzione e ricerca americano inaugura una piattaforma online dove poter scaricare e utilizzare liberamente oltre 2,8 milioni di immagini provenienti dai suoi musei, librerie, archivi e centri di ricerca
Lo Smithsonian Institution, istituto di istruzione e ricerca amministrato e finanziato dal governo degli Stati Uniti, inaugura una nuova piattaforma online e mette a disposizione di tutti un'ampia parte del proprio archivio digitale: oltre 2,8 milioni di fotografie ad alta risoluzione, ma anche video, audio e immagini 3D provenienti dai suoi 19 musei, 9 centri di ricerca, librerie, archivi e dallo Zoo Nazionale di Washington.
Un enorme archivio i cui contenuti potranno essere liberamente consultati, scaricati, modificati con l'incoraggiamento ad usarli per i propri progetti o per creare nuove forme d'arte: "che si tratti di una cartolina, una borsa del ghiaccio o un paio di shorts", si legge sul sito dell'Istituto.
E questo sarà solo l'inizio: durante il 2020 lo Smithsonian prevede di pubblicare altre 200mila immagini, mentre prosegue il lavoro di digitalizzazione delle sue collezioni che contano oltre 155 milioni di oggetti che vanno dalle arti alle discipline umanistiche fino alla scienza e all'ingegneria.
"La nostra missione è quella di essere un punto di riferimento per chi sta imparando" dice Effie Kapsalis, senior officer del programma digitale dell'Istituto. Questo database è solo l'ultimo traguardo di un impegno collettivo, a livello globale, nel mettere a disposizione di tutti le collezioni dei musei. Sono circa 200 gli istituti di tutto il mondo - tra cui il Rijksmuseum di Amsterdam, il MoMa di New York e l'Art Institute di Chicago - che negli ultimi anni hanno compiuto passi importanti verso la digitalizzazione e libera fruizione dei propri capolavori. Quello dello Smithsonian ha una portata "senza precedenti" sia per profondità che per ampiezza dei contenuti ha detto Simon Tanner, esperto di patrimonio culturale digitale presso il King’s College di Londra.
Fino a poco tempo fa lo Smithsonian, come tanti altri musei e centri culturali di tutto il mondo, tutelava con il copyright le versioni digitali in alta qualità delle sue opere, rilasciando i diritti solo su richiesta e per scopi educativi, personali e non commerciali. Questo per evitare tentativi di esclusione dei titolari dal diritto d'autore, falsificazioni o eccessivo sfruttamento delle opere con conseguente danno di reputazione per l'istituto.
Tuttavia Kapsalis ritiene che i benefici di questa apertura verso il pubblico, in linea con la strategia "digital-first" adottata dall'Istituto, saranno di gran lunga superiori ai potenziali aspetti negativi. "I malintenzionati continueranno a fare del male", dice. "Stiamo dando la possibilità ai bene-intenzionati di fare del bene".