Mostre. L'Arte ritrovata in 50 anni di indagini dai Carabinieri
Ai Musei Capitolini, dagli affreschi di Pompei alle copie di Artemide
Ercole schiavo d'amore della regina Onfale e la Battaglia delle Amazzoni, così viva che pare di toccare i muscoli tesi, di cui sembravano ormai perse le tracce. Gli affreschi pompeiani restituiti, dopo lunghe trattative, dal Getty di Malibu e dal Metropolitan di New York. I tre olii del Garofalo, Carracci e Guercino, rubati durante il riallestimento dei Musei Capitolini nel 1999 e rivenuti poco dopo a Latina. E
poi, quasi in un confronto all'americana, ecco l'Artemide marciante celebrata da Augusto, con versione originale trafugata e le sue copie false in gesso e marmo.
Sono i 50 anni di opere e storie de L'arte ritrovata, mostra fino al 26/1 ai Musei Capitolini, per celebrare mezzo secolo di impegno dell'Arma dei Carabinieri e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale nel
recupero e salvaguardia di tanti capolavori. ''Una mostra quasi antologica'', dicono i curatori Daniela Porro e Alessandro Mandolesi, con 30 opere, aggiunge il Colonnello Alberto Deregibus, ''esempio anche di una nuova cultura della legalità.''
La mostra si caratterizza come un mosaico di testimonianze archeologiche e artistiche che rappresentano simbolicamente le moltissime opere restituite alla comunità. Un viaggio alla scoperta dell'archeologia e dell'arte italiana attraverso una scelta di opere di estrema qualità, messe insieme per la prima volta in un’eccezionale sintesi sulla pluridecennale azione di salvaguardia, una vera testimonianza di riconoscimento al prezioso lavoro dell’Arma dei Carabinieri.
Il focus della mostra è concentrato sull'attività di contrasto alla lunga stagione di saccheggio archeologico e di furti subiti dal patrimonio nell'ultimo trentennio nei complessi sacri a cui il nucleo Tutela del patrimonio Culturale (TPC) dei Carabinieri ha cercato di porre un freno mediante un deciso monitoraggio del territorio, arrivando a sequestrare migliaia di reperti, solo una frazione rispetto al numero complessivo di opere depredate.
La mostra ospita una selezione di opere sequestrate e ora custodite presso i depositi di importanti musei italiani o restituiti alle proprie sedi originarie: si tratta di una rappresentazione ideale del lungo e faticoso lavoro di studio e di azione degli investigatori. Le opere provengono da sequestri a grandi ricettatori o collezionisti, inseriti nella ramificata trama del commercio internazionale che ha alimentato anche prestigiose collezioni di musei stranieri.
Una sezione speciale è dedicata a una delle più importanti operazioni condotte dal TPC negli ultimi anni, “l’operazione Andromeda”, grazie alla quale straordinarie opere, qui esposte per la prima volta, sono state restituite alla comunità. Si potranno ammirare anche tre dei cinque dipinti rubati nel 1999 proprio dalle collezioni dei Musei Capitolini e recuperati nello stesso anno a Latina, il San Giovanni Battista del Guercino, la Sacra Famiglia con i Santi Francesco e Caterina d’Alessandria di Ludovico Carracci e l’Adorazione dei Magi di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo.
Di notevole pregio anche la preziosa scultura raffigurante Artemide marciante di età augustea, oggetto di scavo clandestino nell’area di Caserta e recuperata al termine di complesse indagini nel 2001, quando stava per essere trasportata all'estero per essere venduta a un noto museo; in un confronto all'americana, si contrappongono all'Artemide marciante le anti-Artemide moderne, ossia tre copie in marmo e gesso dell’originale realizzate dai trafficanti per sviare le indagini dei Carabinieri.
Seguono importanti affreschi indebitamente strappati da una villa romana rimasta ancora sconosciuta presso Pompei, dallo stile affine alle stanze dipinte della Villa imperiale di Poppea a Oplontis, alcuni esportati in Svizzera e altri negli Stati Uniti (al J. Paul Getty Museum e al Metropolitan Museum of Art di New York); completano la rassegna vasi e bronzi di grande prestigio e bellezza trovati in occasione di scavi clandestini in Puglia, Sicilia ed Etruria, e successivamente recuperati dall’Arma dei Carabinieri.