Nobel per la Letteratura, ecco i "favoriti" del 2020
Molti puntano su una vittoria in "rosa", ma in tanti si chiedono se sarà questo l'anno di Murakami. Tra i candidati un'italiana
Dopo un'edizione saltata per lo scandalo di molestie che ha travolto la giuria svedese e dopo il premio sdoppiato dello scorso anno, che vide affermarsi la polacca Olga Tokarczuk e (contestatissimo) l'austriaco Peter Handke, è tutto pronto per il Nobel per la Letteratura 2020. Quest'anno il prestigioso riconoscimento dell'Accademia Reale Svedese si trova a fare i conti con il Covid-19: dunque pubblico ristretto e diretta streaming sul sito Nobelprize.org. Anche la cerimonia di consegna alla Concert Hall, il 10 dicembre, giorno dell'anniversario della morte di Alfred Nobel, non potrà avere i festeggiamenti di sempre e forse sarà sostituita da una trasmissione televisiva. Il banchetto di gala è stato annullato. Il montepremi è stato invece aumentato dalla Fondazione a 10 milioni di corone, più o meno 950 mila euro.
L'italiana candidata al Nobel
Come ogni anno, in occasione del Nobel per la Letteratura, si vocifera sui nomi dei possibili candidati, segretissimi per regolamento. La scrittrice siciliana Giovanna Giordano ha annunciato di essere stata candidata al premio da una delle quattro maggiori Università di Svezia. Autrice di tre romanzi, tutti pubblicati da Marsilio: 'Trentaseimila giorni', 'Un volo magico' e 'Il mistero di Lithian' , vincitrice per due volte del Premio Racalmare Sciascia e del Premio internazionale di giornalismo Media Award Andre' Gide, la Giordano ha dichiarato: "La vita è piena di meraviglie. Riesce a stupirti sempre.Tutto può succedere. Ho ragione a credere nell'impossibile. I libri sono come messaggi nella bottiglia. Viaggiano e raggiungono chi vogliono loro".
Nobel in rosa?
Secondo rumors dal mondo delle scommesse, in tanti vedono probabile la vittoria di una donna. Nella rosa dei nomi ci sono quello di Maryse Condè, la scrittrice della Guadalupa che nel 2018 è stata insignita del New Academy Prize in Literature, il Premio Nobel alternativo assegnato in assenza del premio tradizionale e quelli di due canadesi: Margaret Atwood e la poetessa Anne Carson (ma è recente il premio alla connazionale Munro).
E poi le americane Joyce Carol Oates, Marilynn Robinson e Joan Didion, la britannica Hilary Mantel e la francese Annie Ernaux.
Gli scommettitori dicono...
La Ladbrokes, una società britannica di gioco d'azzardo, elegge a favorita proprio la Condé, 83 anni, autrice di romanzi storici tra cui il più famoso è Segù, ambientato nel Seicento in Mali, ai tempi dell'impero Bambara. Al secondo posto scommette su Ludmila Ulitskaya, scrittrice russa di origine ebraica. Tra i suoi vari libri tradotti in italiano, uno dei più recenti è Il sogno di Jakov, pubblicato dalla Nave di Teseo. Quest'estate invece è uscito Tra corpo e anima, una raccolta di racconti. Al terzo posto la società di scommesse piazza l'eterno Haruki Murakami.
Secondo altre fonti la partita vera se la giocheranno invece in due: la francese Annie Ernaux (molto nota anche in Italia con i suoi "Anni") e l'indiano Amitav Ghosh: a rafforzare quest'ultima ipotesi due fattori. Intanto, osservano alcuni esperti, è molto tempo che il Nobel non va a uno scrittore del subcontinente (l'ultimo e unico a vincerlo fu Naipaul). E poi l'elemento decisivo: la grande attenzione che Ghosh ha dedicato in romanzi e interventi recenti al grande tema dei cambiamenti climatici e dell'ecologia: si ricordino solo il romanzo "Il paese delle maree" e i saggi di "La grande cecità". Gli accademici del Nobel potrebbero forse voler correggere proprio questo errore sistematico della letteratura mondiale: la grande cecità ai mutamenti che alterano la vita umana (e non soltanto) sul pianeta terra.
Tra i favoriti anche il kenyota Ngugi Wa Thinog'o, lo spagnolo Javier Marias, il poeta sudcoreano Ko Un, più volte incarcerato, il cinese Yan Lianke, l'israeliano David Grossmann.
Fuori dalla rosa dei papabili, però, circolano diversi nomi che da anni sono considerati tra i favoriti di diritto, per la loro carriera costellata di grandi successi editoriali. Tra questi gli statunitentsi Don DeLillo, Cormac McCarthy e Marilynne Robinson, la antiguo-barbudana con cittadinanza statunitense, Jamaica Kincaid, il ceco Milan Kundera.
Nobel e "scandali"
A fine 2017, in pieno periodo "Metoo", l'accademia svedese era stata colpita dallo scandalo che ha coinvolto il francese Claude Arnault, marito della poetessa Katarina Frostenson, costretta a lasciare lo scranno dell'Accademia Svedese, che sarebbe stato condannato per violenza sessuale. Si è trattato di un trauma inaudito in un paese considerato trasparente, moderno e attento alla parità di genere. Per la prima volta dalla Guerra, il Nobel della Letteratura non è stato assegnato nel 2018, e alla ripresa la scelta di Handke ha riscatenato le critiche. L'Accademia si è difesa l'anno scorso ricordando di aver giudicato "l'opera e non l'uomo".
La stampa locale
Il numero di presunti candidati (quelli veri non si possono conoscere per statuto) è ampio, a dimostrazione che ogni previsione sul 113/mo premio Nobel è difficile; i 18 componenti dell'Accademia di Stoccolma mantengono stretto riserbo fino all'annuncio. Per il sempre ben informato quotidiano "Dagens Nyheter" di Stoccolma gli accademici potrebbero, infatti, riservare qualche sorpresa: il nome più gettonato sarebbe quello di Jamaica Kincaid, 71 anni, scrittrice caraibica di lingua inglese che dall'adolescenza vive a New York, nei cui romanzi ricorrono, in una prosa ritmica ed evocativa, i temi che costituiscono la sua cifra caratteristica: la rabbia per le ferite del colonialismo, i difficili rapporti intergenerazionali, la sofferta ricerca di una identità personale e culturale. In Italia Kincaid è pubblicata da Adelphi e tra i suo libri figurano "Un posto piccolo", "Mio fratello", "Mr. Potter", "Lucy" e "In fondo al fiume".
Tuttavia, l'Accademia Svedese, sempre secondo "Dagens Nyheter", potrebbe anche "rispolverare qualche vecchio candidato" come l'ungherese Peter Nadas, l'albanese Ismael Kadare o il romeno Mircea Cartarescu. L'altro grande quotidiano di Stoccolma "Svenska Dagbladet" punta su due donne nordamericane, Joan Didion e Anne Carson, e ipotizza anche una vittoria meno probabile del francese Michel Houellebecq o dell'israeliano David Grossman.
La diretta alle 13