Parma, capitale italiana della cultura 2020
La cerimonia inaugurale al Teatro Regio
Spenti i riflettori su Matera, si accendono quelli su Parma, capitale italiana della Cultura per il 2020. Presenti alla cerimonia di apertura al Teatro Regio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Questa sera il Capo dello Stato è atteso alla rappresentazione, sempre al Regio dell'opera 'Turandot' di Giacomo Puccini.
Mattarella: la cultura, metronomo del passato
Un lungo applauso ha salutato l'ingresso del presidente della Repubblica Mattarella in teatro, accompagnato dall'Inno di Mameli eseguito dall'orchestra filarmonica Arturo Toscanini, diretta dal maestro Valerio Galli. In platea tanti amministratori del territorio, in fascia tricolore. In prima fila anche la ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli.
"La cultura", ha detto il Presidente della Repubblica, "si sviluppa nel dialogo, nelle relazioni". È un "metronomo del passato", un patrimonio che rende tutti più ricchi, l'umanità innanzitutto". "La cultura definisce il segno distintivo di ogni comunità ed è tutt'altro che una condizione statica e inerte, perché si nutre di creatività e confronto ed è più ricca quando si apre alla conoscenza e al rispetto delle differenze", ha aggiunto Mattarella.
E poi: "Parma sarà vetrina dell'Italia e questo impegno la porterà a sentirsi sempre più città europea".
Pizzarotti: la cultura come filo conduttore
"Il progresso non ci deve spaventare, non deve essere un percorso interrotto dalla paura degli altri, dalla paura di chi viene fuori dall'Italia o dal nostro comune, ma un percorso che ci fa includere tutti nello sviluppo, con la cultura come filo conduttore. È infatti la cultura quello che ci rende felici di vivere la vita che abbiamo". Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, nel suo discorso al Teatro Regio per l'inaugurazione di Parma Capitale della Cultura 2020 ha parlato anche della necessità di "guardare al futuro e non come fanno oggi alcune forze, che vogliono andare indietro e forse ci impauriscono, ma dobbiamo guardare avanti". Quest'anno, ha detto ancora Pizzarotti, "ci darà la possibilità di rappresentarci al mondo come una comunità e non come singoli individui".
Bonaccini: ci salveranno cultura e bellezza
Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini nel suo intervento ha parlato di "oscurantismo di ritorno" e citato quanto accaduto a Liliana Segre "costretta ad avere una scorta". "Io credo che Parma 2020 ci potrà dare una mano. Ci potranno salvare solo la cultura e la bellezza", ha detto. "Essere in questa città così straordinaria, ricca di grandi eccellenze architettoniche e culturali, ci può far dire che è una grande opportunità per lanciare un messaggio. Insieme alla manifattura e al turismo, ciò che può garantire a questa regione e al Paese di competere con l'Europa è solo la conoscenza e la cultura". In questi cinque anni, ha proseguito Bonaccini,"abbiamo triplicato i fondi alla cultura. Per noi, ribaltando la frase di un ministro di qualche anno fa, con la cultura si può mangiare".
Franceschini: la capitale italiana della cultura come gli Oscar
La corsa a diventare capitale italiana della Cultura diventerà simile a quella per gli Oscar di Hollywood. Il paragone è del ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini, durante la cerimonia di apertura di Parma 2020. "C'è una gran competizione. E succederà come per l'Oscar, dove già chi si candida si potrà fregiare di avere la nomination", ha detto il ministro, che poi ha ricordato grandi personaggi della storia di Parma, da Verdi a Toscanini, a Bertolucci e Guareschi. "Qui ci sono grandi talenti e continueranno a esserci grandi talenti, perché è un territorio fecondo", ha detto, citando infine una frase sui parmigiani d Maria Luigia D'Asburgo: "A Parma è facile vivere, a patto di saper dare ragione all'interlocutore in una discussione gastronomica o musicale. È ancora così. Viva i parmigiani!".
La scelta di Parma
La competizione per l'assegnazione del titolo di Capitale Europea della Cultura 2019, che nel 2014 ha visto prevalere Matera tra le sei città finaliste, ha portato all'istituzione della Capitale Italiana della Cultura. Un milione di euro che ogni anno il Governo mette in palio per stimolare le amministrazioni a perseguire un modello di sviluppo sostenibile che vede la cultura al centro della crescita sociale, economica e civile del territorio attraverso il coinvolgimento delle realtà pubbliche e private. In precedenza la scelta era caduta su Cagliari, Lecce, Ravenna, Siena e Perugia-Assisi, Mantova, Pistoia, Palermo.
Parma è stata scelta dalla giuria riunita nel febbraio scorso perché: "Esempio virtuoso di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale. I suoi punti di forza sono rappresentati in particolare: dalla capacità di attivare e coordinare un sistema estremamente complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa. Il progetto infatti enfatizza un forte e attivo coinvolgimento dei privati delle imprese del territorio, una stretta relazione con il mondo dell'università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare, nella presenza di un rapporto consapevole tra rivitalizzazione urbana, promozione sociale, produzioni culturali, con riferimento esplicito all'attivazione di distretti; da un sistema di offerta culturale di ottimo livello realizzato con esplicita attenzione ai giovani nell'integrazione di discipline artistiche, con particolare riferimento alla tradizione musicale; da una forte capacità di gestione dei sistemi di accoglienza e gestione della creatività in vista della sostenibilità complessiva".