Il giorno di Pompei. Riaprono la Casa degli Amanti, la Casa della Nave Europa e la Casa del Frutteto
Le tre meraviglie di Pompei restaurate. Franceschini: "Una storia di rinascita e riscatto"
"Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele". Un verso inciso in un quadretto adornato da piccole anatre dà il nome alla Casa degli amanti, gioiello di Pompei restaurato e riaperto al pubblico dopo 40 anni, alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che con il direttore del Parco archeologico, Massimo Osanna, ha inaugurato anche la Casa della nave Europa, risalente al III secolo avanti Cristo, e la Casa del Frutteto, raffinatissima Domus che per la ricchezza delle sue decorazioni è considerata uno degli esempi più belli di pittura di giardino presenti a Pompei.
Quella di Pompei, ha detto Franceschini, "è una storia di rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari, un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi grazie al lavoro di tante professionalità dei beni culturali". Nell'arco di cinque anni, passo dopo passo, si è riusciti a dare un senso al finanziamento di 105 milioni di euro (75 europei e 25 italiani) deciso per salvare dall'incubo del degrado un Patrimonio dell'Umanità senza eguali. Nel giorno delle celebrazioni è un profluvio di numeri: 76 interventi eseguiti , 50 chilometri di colmi murari messi insicurezza, 30 mila metri cubi di murature, 10 mila metri quadri di intonaci, 2,7 chilometri di fronte di scavo messo al riparo da nuovi crolli. Senza contare la ripresa della ricerca e degli scavi (oltre 2mila metri quadrati sempre nell'ambito della messa in sicurezza del terreno) .
La Casa degli Amanti
Si trova nel cuore della Regio I, dove fu riportata alla luce nel 1933. A seguito del terremoto, negli anni Ottanta la Casa fu chiusa e coperta con una struttura a puntelli che nascondeva completamente le sue decorazioni e soprattutto la struttura che ancora conservava il secondo piano del giardino colonnato, il peristilio, ancora oggi un unicum per Pompei. Si accedeva al livello superiore, che sembra essere stato aggiunto nel corso del I secolo dopo Cristo, tramite una scala di cui ancora si vedono le tracce sulla parete di fondo.
Al I secolo dopo Cristo risalgono anche le pitture che adornano la Domus, realizzate in IV stile, a eccezione di alcuni pavimenti del II stile. Il restauro che ha permesso la riapertura della Casa degli amanti ha riguardato il consolidamento della copertura e dei solai, mentre nell'atrio una piccola vetrina conserva alcuni oggetti trovati nella Casa, tra cui un braciere, un bacile, una lucerna in bronzo e alcune in osso. Una curiosità sotto l'incisione che dà il nome alla Casa, qualcuno in epoca antica ha aggiunto la parola "Velle" (Magari!)
La Casa della Nave Europa
Un grande graffito che raffigura una nave da carico chiamata 'Europa' dà il nome a questa Domus risalente nel suo nucleo originario al III secolo avanti Cristo. La struttura ha subito nel tempo diverse modifiche e ampliamenti, fino ad arrivare alla sua forma attuale, con un grande peristilio e numerose stanze disposte in successione sui lati settentrionale e occidentale. Le fasi edilizie più antiche, simbolo del momento di maggior splendore della Casa della nave Europa, sono testimoniate dalle monumentali colonne in tufo del peristilio e dalle decorazioni in I stile. Nell'ultima fase della città, probabilmente la Domus ospitava un'attività agricola, testimoniata dal settore posteriore della casa che era occupato da un grande spazio verde posto su due livelli e coltivato a vigneto, con un piccolo orto per legumi e ortaggi.
La Casa del Frutteto
Limoni e piante da frutto, uccelli svolazzanti e anche un albero da fico, cui è avvinghiato un serpente, simbolo di prosperità. È qui che si trovano gli apparati decorativi tra i più belli di Pompei, un vero e proprio esempio di pittura a giardino restaurato e messo in sicurezza con fondi ordinari del Parco.
La vegetazione lussureggiante dipinta sulle pareti avvolgeva gli antichi abitanti della Casa del Frutteto, posta su via dell'Abbondanza. A differenza di altre case, dove la pittura di giardino era riservata alle sale di rappresentanza, nella Domus del Frutteto si trova nei cubicoli, e in alcuni ambienti le raffigurazioni sono arricchite anche da motivi egizi con riferimenti a Iside, probabile segno di devozione alla dea da parte del proprietario. Accanto al salone principale, adornato con splendide pitture scure oggi valorizzate da un nuovo sistema di illuminazione, un cubicolo sulle cui pareti troneggia un grande albero di fico con un serpente intorno, probabilmente il luogo di unione dei proprietari della Casa. Scavata parzialmente nel 1913 e poi nel 1951, la Domus è stata restaurata per 8 mesi.