Tokio 2020. La pandemia fa ancora paura: l'arte "anti-Olimpica" contro i Giochi
Il dissenso strisciante e quello esplicito nel paese del sol levante per i timori legati alla pandemia
I sondaggi dicono che l'opinione pubblica giapponese è per lo più contraria alle Olimpiadi di Tokyo il mese prossimo a causa dei timori legati alla pandemia di coronavirus. Un sentimento che è radicato anche se le manifestazioni pubbliche di dissenso e le manifestazioni di protesta sono state poche. Un modo per dare voce a questa opposizione è l'arte nelle sue varie forme. Magliette, disegni e dipinti sono diventati una forma di protesta per la decisione del governo di tenere comunque i Giochi, anche contro il parere dei medici. Le autorità in alcuni casi hanno risposto duramente chiedendo la rimozione di opere e merchandising satirico nei confronti dell'evento. Kai Koyama, il principale organizzatore della mostra, intervistato da Associated Press, ha detto che è suo dovere protestare, anche se sa che molti giapponesi esitano a mostrare apertamente le loro opinioni: "Siamo artisti. Non esisteremmo se non ci esprimessimo".

L'opinione pubblica contraria alle Olimpiadi teme in particolare l'arrivo previsto nel Paese di quasi 100.000 persone per l'occasione, tra atleti e altri. La comunità medica giapponese è in gran parte contraria. Il principale consigliere medico del governo Shigeru Omi ha detto che è "anormale" tenere le Olimpiadi durante una pandemia. Finora, solo il 5% dei giapponesi è stato completamente vaccinato. La rivista medica The Lancet ha sollevato interrogativi sui rischi per la salute e criticato l'Organizzazione Mondiale della Sanità e altri organismi sanitari per non aver preso una posizione chiara. Il New England Journal of Medicine ha scritto che la decisione del CIO di procedere "non è informata dalle migliori prove scientifiche". Il secondo giornale più venduto in Giappone, l'Asahi Shimbun, ha chiesto che le Olimpiadi siano cancellate. Così come altri giornali regionali.

Il Comitato Olimpico Internazionale e il governo giapponese del primo ministro Yoshihide Suga hanno deciso di andare avanti nonostante questa variegata opposizione. Al centro c'è il contratto di città ospitante che riserva al CIO il potere di annullare l'evento. Se lo facesse il Giappone dovrebbe risarcire il CIO. E ci sono miliardi in gioco. Il Giappone ha speso ufficialmente 15,4 miliardi di dollari ma secondo verifiche ufficiali potrebbero essere il doppio e il governo intende rientrare di questo investimento.