Venezia 77. Greta Thunberg alla Mostra del Cinema: "Io, timida e studiosa"
La giovane attivista ha partecipato in collegamento zoom alla conferenza stampa di presentazione del documentario "Greta", diretto da Nathan Grossmann
Greta Thunberg è tornata. L'attivista svedese per il clima ha manifestato davanti al parlamento del paese, nel centro di Stoccolma, con un piccolo gruppo di sostenitori dei Fridays for Future, con la mascherina e tenendo l'ormai celebre cartello con la scritta in svedese "Sciopero della scuola per il clima". Poi si è collegata via zoom dalla sua scuola con la Mostra del cinema di Venezia dove è stato presentato fuori concorso il documentario su di lei, diretto dal regista Nathan Grossmann.
Non un'icona globale ma una ragazzina "timida e studiosa" nel suo impegno quotidiano per l'ambiente. E' questo in sintesi "Greta", girato nell'agosto del 2018, quando la Thunberg, studentessa svedese di quindici anni, iniziò uno sciopero per il clima, ponendo una domanda agli adulti: se a voi non interessa il mio futuro sulla Terra, perché a me dovrebbe interessare il mio futuro a scuola?
Nel giro di qualche mese, il suo sciopero si trasformò in un movimento globale e lei oggi è un'attivista di fama mondiale. Il team ha seguito Greta dal suo primissimo giorno di sciopero.
Informale come sempre, maglioncino nero e pollice alzato Greta ha salutato i giornalisti in collegamento video. "Nathan mi seguiva dappertutto in modo silenzioso, senza disturbarmi mai. Se con questo film posso fare da ponte per far capire la crisi climatica ne sono davvero felice - ha spiegato - l'importante è non focalizzarsi su di me ma sulla questione climatica".
Il regista ha sottolineato come Greta, seppur giovanissima sia a tutti gli effetti "un'intellettuale". "Lo si vede chiaramente nel film, inoltre Greta ha una grande dote quella di essere sempre concreta e concisa su un argomento così complesso come il cambiamento climatico e lo rende comprensibile a tutti", ha detto.
Di Venezia, la Thunberg ha parlato come di una "una città simbolo" di come il cambiamento climatico rischi di modificare un così fragile equilibrio. Una frase sintetica, anche in questo caso, ma icastica per densità di significato. Nel documentario si assiste spesso alla frustrazione della giovane attivista per l'incapacità degli adulti e dei governanti di dare risposte concrete a un problema così pressante.
"Quanto sta avvenendo - puntualizza Thunberg - dimostra ancora una volta che questa è una responsabilità troppo grande per i ragazzi, una responsabilità che dovrebbero assumersi gli adulti che l'hanno provocata, non spetterebbe a noi ma a chi sta al potere e questa responsabilità è stata posta invece su bambini e scienziati ma è davvero eccessiva".
Sulla dietrologia che aleggia attorno al suo personaggio, prende le distanze in modo trasparente."C'è chi parla di teorie della cospirazione, chi dice che io rappresenti qualcun altro e che sia stata manipolata, ma nel film si vede che non è vero e che io rappresento le mie idee e decido per me stessa".
Anche in tempi di Covid, Greta continua a comunicare la crisi climatica attenendosi alle restrizioni del Covid 19 ma con l'obiettivo "di rafforzare il movimento". Il suo amore per la scienza nasce quando era bambina. "Sono sempre stata affascinata dalla scienza - ha detto - da grande volevo fare la scienziata e passare il resto della mia vita in un laboratorio oscuro, poi ho capito che adesso dobbiamo agire, abbiamo bisogno di più scienza e dobbiamo fare più ricerca, agire per cambiare la norma sociale e forse in questo campo posso essere più utile".
Greta ha raccontato anche che aveva inizialmente delle perplessità sulla riuscita del film, che ha avuto un girato di oltre 100 ore."All'inizio Nathan non è stato molto professionale ma molto spontaneo, mi ha seguito ovunque in tutte le situazioni belle e brutte e non faceva nessun rumore e potevo fare tutto normalmente e lui mi filmava. Ero un pò preoccupata mi seguiva da così tanto tempo che avevo il timore che avrebbe potuto raccontare la mia storia in un modo che non mi riflettesse invece è riuscito a rappresentare me e non la persona che viene rappresentata nei media, ossia questa bambina arrabbiata che urla di fronte ai leader mondiali cosa dovrebbero fare e non ciò che sono: una ragazza timida e studiosa".
#BiennaleCinema2020 #Venezia77 #Greta @GretaThunberg: “Trovo simbolico presentare il film in una città come #Venezia. Ed è anche per questo che continueremo a raccontare la crisi e a chiedere un cambiamento.” pic.twitter.com/10iripQmhV
— La Biennale di Venezia (@la_Biennale) September 4, 2020