Buon compleanno Isabelle Adjani, una delle muse di Truffaut e Polanski
La consacrazione per la Adjani arriva con l'interpretazione dell'eroina romantica per eccellenza della filmografia di Truffau "Adèle Hugo", la giovanissima figlia del grande scrittore Victor Hugo, Interpretazione che le valse una nomination all'Oscar
"La mia è stata una vita difficile, fin dall’infanzia. Ero costantemente in pericolo, malmenata da un padre autoritario e una madre infelice, con cui ho sempre avuto un rapporto doloroso. E le cose non sono migliorate da adulta". Così Isabelle Adjani ad un settimanale francese. L'attrice - che compie 64 anni (27 giugno 1955) - confessa: "Nella maggior parte dei film che ho fatto io ho parlato a mio padre. Aveva un grande pudore, il senso del segreto. Quando dici a un padre così che vuoi diventare attrice gli dai un colpo".
A quattordici anni la Adjani ottiene il suo primo ruolo in un film per bambini, "Le Petit Bougnat". Tre anni dopo, nel 1972, si fa notare nella commedia "I primi turbamenti". Nel 1973 entra alla Comédie-Française, dove si fa notare nella sua interpretazione di Agnès in "L'École des Femmes" di Molière. Al cinema, si rivela al grande pubblico con "Lo schiaffo" di Claude Pinoteau, il cui successo la catapulterà nella cerchia delle attrici francesi più popolari e le farà vincere, appena ventenne, un David di Donatello come miglior attrice esordiente straniera.
Lavorerà quindi con alcuni dei registi più prestigiosi: François Truffaut (Adele H), André Téchiné (Barocco), Werner Herzog (Nosferatu), e Roman Polanski (L'inquilino del terzo piano): “Sul set amo i registi che sono come direttori d’orchestra, sanno far lavorare bene gli attori - spiega la Adjani - Oggi invece della recitazione spesso si occupa un coach professionista - mi sembra una follia".
Negli anni ottanta fa parte del cast di "Possession", "Quartet", "L'estate assassina", "Subway" e "Ishtar". Nel 1988 diventa anche produttrice, finanziando il film biografico "Camille Claudel", nel quale recita anche la parte della protagonista. Per questa interpretazione ottiene l'Orso d'argento per la migliore attrice. Ritornata al teatro, interpreta "La dame aux camélias" con la regia di Robert Hossein.
Nel decennio successivo interpreta Margherita di Valois ne "La Regina Margot" di Patrice Chéreau e recita poi in "Diabolique" di Jeremiah S. Chechick. Infine, negli anni duemila, partecipa a "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano", "Bon Voyage", "La Journée de la Jupe" e "Mammuth".
Considerata tra le migliori attrici francesi, è stata candidata due volte agli Oscar per la migliore attrice: nel 1976 per il film "Adele H. - Una storia d'amore" e nel 1990 per "Camille Claudel". Con 5 Premi César su 8 nomination, è l'attrice francese che ne ha vinti di più. Ha inoltre vinto due David di Donatello, un Orso d'argento per la migliore attrice al Festival di Berlino, un Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes e un premio come miglior attrice protagonista ricevuto dal New York Film Critics Circle Awards.