Arte: muore Chuck Close, caposcuola dell'iperrealismo
L'artista statunitense Chuck Close, celebre pittore fotorealista che ha guadagnato il plauso per i suoi monumentali ritratti incisivi del volto umano e che recentemente ha affrontato le polemiche dopo che più donne lo hanno accusato di molestie sessuali, è morto in un ospedale di Oceanside, nello stato di New York, all'età di 81 anni. Lo scrive Adnkronos
La Pace Gallery di New York, che lo rappresentava, ha precisato che Close è deceduto dopo un'insufficienza cardiaca congestizia derivante da una lunga malattia. "Sono rattristato dalla perdita di uno dei miei più cari amici e uno dei più grandi artisti del nostro tempo - ha detto il direttore della Pace Gallery, Arne Glimcher - I suoi contributi sono inestricabili dalle conquiste dell'arte del XX e XXI secolo".
Le sue opere, principalmente ritratti, sono associate alla corrente artistica dell'Iperrealismo o Realismo fotografico, che in reazione al Minimalismo e all'Arte concettuale stabilisce un legame tra i mezzi rappresentativi della pittura e la fotografia e propone una riproduzione meccanica e particolareggiata della realtà.
La vita e il percorso artistico di Close subiscono un drastico cambiamento nel 1988, quando a causa di una malattia rimane semi paralizzato e costretto su una sedia a rotelle. L'artista non abbandonerà tuttavia la sua attività e continua a dipingere, dapprima tenendo il pennello tra i denti e in seguito, recuperato il parziale uso delle braccia, legandosi il pennello alla mano. Nonostante non possa più di dipingere in maniera meticolosa, Close ha comunque concepito un superamento dell'effetto fotorealistico grazie alla sperimentazione con diverse tecniche e materiali, con i quali ha raggiunto comunque, secondo la critica, un risultato di straordinario realismo.
Nel 2017 Chuck Close, superstar amatissima negli Usa, è finito nell'occhio del ciclone per uno scandalo a sfondo sessuale: il "New York Times" e "Huffpost" raccolsero le testimonianze di diverse donne pronte a denunciare comportamenti "sconvenienti" dell'artista; comportamenti che tuttavia non sarebbero sfociati in atti concreti, ma avrebbero comunque alimentato un clima di ambiguità e depravazione nei confronti delle modelle arrivate nel suo studio per posare per lui. Dopo aver respinto le accuse come "menzogne" affermando di essere stato "crocefisso", Close chiese scusa per aver potenzialmente espresso frasi offensive: "Mi dispiace se le ho imbarazzate, talvolta sono sboccato".
Nato a Monroe, nel Wisconsin, il 5 luglio 1940, Chuck Thomas Close compie gli studi alla University of Washington a Seattle, dove si laurea nel 1962; poi si iscrive alla Yale University, dove consegue un master in arti figurative nel 1964; grazie a una borsa di studio per alcuni mesi è in Europa.
Dopo gli inizi astratti, Close abbraccia il fotorealismo, diventandone un maestro assoluto: ha creato Polaroid di modelli di grande formato che ha poi ricreato su tele di ampie dimensioni. Uno dei suoi primi soggetti più noti è stato un altro giovane talento artistico, il compositore Philip Glass; in seguito, tra gli altri, ha dipinto il coreografo Merce Cunningham e l'ex presidente americano Bill Clinton.
Nel 1999 Close realizza una serie di ritratti fotografici con la tecnica del dagherrotipo, e nel corso dei due anni successivi completa una serie di scatti, che nel particolare uso della messa a fuoco e nel contrasto tra le parti sfocate e quelle estremamente dettagliate dei volti, si richiamano direttamente ai suoi dipinti. Nel 2006 il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid gli dedica un'esauriente retrospettiva e tra le numerose mostre in importanti istituzioni museali nel 2008 si è tenuta un'antologica all'Ermitage di San Pietroburgo.
Close è stato insignito negli Usa della National Medal of Arts, della New York State Governor's Art Award e della Skowhegan Arts Medal. A seguito dei suoi lavori incentrati sulla ritrattistica presidenziale, tra cui la foto al presidente americano Barack Obama, sarà proprio da quest'ultimo nominato nel 2010 presidente del Comitato Presidenziale per le Arti. Si è dimesso dalla carica nel 2017 in polemica con il presidente Donald Trump: "Ignorare la tua retorica odiosa ci avrebbe reso complici delle tue parole e azioni".