L'incubo di Corrado Guzzanti truffato dal manager: "Difficoltà a fare la spesa e casa pignorata"
A processo il manager e produttore
Truffato da quello che, oltre a essere suo socio e manager, riteneva un suo amico. Vittima del presunto raggiro è Corrado Guzzanti. La truffa sarebbe andata avanti per 10 anni: così il debito con l'erario che si ritrova a un certo punto sulle spalle è di 900mila euro e l'unica casa di proprietà pignorata dalla banca.
Visibilmente provato, in tribunale il comico e attore ha raccontato al pm Antonio Carlucci del terribile periodo vissuto in seguito a questa vicenda, degli incubi e delle lacrime nel sonno. "Ero in difficoltà anche a fare la spesa", ha detto Guzzanti.
"Ogni volta che viene pronunciato il suo nome è una pugnalata al cuore. Il trauma emotivo, posso dire ora a cinque o sei anni di distanza, è stato più forte di quello economico e finanziario".
Il truffatore, Valerio Terenzio Trigona, avrebbe agito assieme al suo dipendente e presunto complice, Cesare Vecchio, il primo nella qualità di produttore degli spettacoli di Guzzanti, il secondo come amministratore unico della Ambra srl.
La truffa sarebbe andata avanti dal 2004 fino al 2013. Conosciuto nel 1994 ai tempi di Tunnel, condotto su Rai Tre da Serena Dandini, Trigona, già impresario di big della canzone come Dalla, Morandi, Ron, Vanoni, convince Guzzanti ad affidargli la gestione di una parte cospicua dei suoi guadagni per investirli in titoli tedeschi dai rendimenti elevati e certi. Il manager riceve in tal senso una delega a operare sui conti dell'attore, al quale garantisce di occuparsi anche del pagamento delle relative imposte. In pratica, godendo della fiducia dell'attore che gli lasciava gestire le sue finanze, Trigona se ne sarebbe sistematicamente approfittato.