Fiori e bandiere a Piazza Alimonda_ Genova ricorda i 20 anni dalla morte di Carlo Giuliani
C'è anche uno striscione: "Il tuo coraggio la nostra forza", si legge sul telo bianco con dipinto il viso del ragazzo
Musica, striscioni, bandiere rosse e raccoglimento: alle 17.20 piazza Alimonda si stringe in un unico abbraccio, un silenzio rotto solo da un coro: "Carlo vive e lotta insieme a noi". Genova 20 anni dopo il G8 2001 ricorda la morte di Carlo Giuliani e lo fa con un grande presidio e centinaia di manifestanti arrivati da ogni parte d'Italia ma anche dall'estero, in qualche caso, per esserci proprio come 20 anni fa.
Sulle scale della chiesa della piazza, di fronte a dove venne ucciso il giovane manifestante genovese, oggi ci sono ragazzi come lui, che nel 2001 non erano ancora nati, ma anche tanti attivisti tornati a Genova dopo tanti anni. E c'è anche uno striscione: "Il tuo coraggio la nostra forza", si legge sul telo bianco con dipinto il viso del ragazzo.
Sul palchetto in piazza è arrivato anche Manu Chao, che ha improvvisato le note di Clandestino. Poi Giuliano Giuliani, che ha chiesto ancora una volta giustizia per suo figlio, con accanto la moglie Heidi, e ricordato i fatti di quel 20 luglio di 20 anni fa.A pochi metri anche Mark Covell, uno dei manifestanti vittime della notte della Diaz, e del pestaggio da parte della polizia, tornato a Genova nel ventennale dal G8 per seguire l'evento.
"A Carlo hanno negato un processo. Ci sono foto, video che testimoniano uno sparo diretto - racconta a margine Giuliano Giuliani - io in ogni caso continuo a dire che io non attribuisco la responsabilità a chi ha sparato, perché mi hanno insegnato quando ho fatto il servizio di leva che la responsabilità è sempre del grado più alto. Sono gli ufficiali di quel reparto che sono responsabili dell'assassinio di Carlo", conclude.