La camera ardente di Bernando Bertolucci in Campidoglio
L'ultimo saluto al grande regista
Una bara semplice in mezzo alla grande sala della Protomoteca del Campidoglio. Due corone di fiori, una del presidente della Regione Lazio e una del sindaco di Roma Capitale e tre file di sedie lignee dorate di fianco per il raccoglimento di amici e ammiratori. E in piedi, commosso, con la fascia tricolore, il vicesindaco Luca Bergamo. E' semplice la camera ardente di Bernardo Bertolucci. Il modo più giusto per l'ultimo addio a uno dei grandi del cinema, un uomo semplice e gentile come tutti i grandissimi.
Tra i primi ad arrivare in Campidoglio per l'ultimo saluto il direttore della fotografia Vittorio Storaro, Walter Veltroni, ma anche una scolaresca del Liceo scientifico Avogadro. Ragazzi giovanissimi che forse non conoscono il cinema di Bertolucci ma che sentono che oggi il mondo della cultura del loro Paese è un po' più povero.
"All'inizio Bertolucci è stato un compagno di lavoro per me, poi un fratello ma quasi immediatamente è diventato un maestro". Così Vittorio Storaro ricorda Bernardo Bertolucci con cui ha lavorato come direttore della fotografia in molti dei suoi capolavori.