L'opera postuma dell'artista Christo, impacchettato l'arco di trionfo a Parigi
Dal 18 settembre al 3 ottobre l'Arco di Trionfo, una delle principali attrazioni di Parigi, sarà completamente imballato con 25 mila metri di tessuto riciclabile. Si avvera, così, il sogno di gioventù di Christo e di sua moglie Jeanne-Claude
Il sogno di Christo Javacheff (1935-2020) trova riscontro nella realtà. "Sarà come un oggetto vivo che si animerà nel vento e rifletterà la luce. Con le pieghe del tessuto in movimento, la sua superficie diventerà qualcosa di sensuale", dichiarò il bulgaro due anni prima di morire. Impacchettare l'Arco di Trionfo ha un costo di 14 milioni di euro e il progetto è completamente autofinanziato, senza denaro pubblico, grazie alla vendita delle opere originali dell'artista: studi preparatori, disegni, collage progetti e modelli, opere degli anni Cinquanta e Sessanta e litografie originali dedicate ad altri soggetti, tutti della mano di Christo.
"Quello di oggi è uno dei momenti più spettacolari dell'installazione - ha commentato il nipote dell'artista bulgaro, Vladimir Yavachev, che cura la realizzazione del progetto".
Celebre al grande pubblico in Italia per la recente passerella sul Lago d'Iseo: l'Arco di Trionfo impacchettato a Parigi è una grande opera realizzata con 25 mila metri quadrati di tessuto in polipropilene blu-argento e 7 mila metri di corda rossa, materiali entrambi riciclabili.
Il maestro della Land Art, con origini bulgare naturalizzato statunitense, nella sua lunga carriera ha 'impacchettato' opere su grande scala in varie parti del mondo. Nel 2019 era riuscito a ottenere l'autorizzazione per la copertura dell'iconico monumento della capitale francese. Poco prima di morire, Christo avrebbe voluto 'firmare' a Parigi il suo ultimo lavoro, dopo l'atto radicale del 1985 quando imballò in modo spettacolare il Pont-Neuf sulla Senna.

Rispettando in pieno il progetto ideato da Christo, i lavori per l'imballaggio dell'Arco di Trionfo sono iniziati lo scorso 4 luglio, ricorrenza della presa della Bastiglia, e sono andati avanti per due mesi. Dopo l'installazione, il monumento tornerà visibile in vista delle celebrazioni dell'Armistizio della Grande Guerra, l'11 novembre.
Con la moglie Jeanne Claude Denat de Guillebon (1935-2009), Christo ha formato la coppia più famosa di rappresentanti della Land Art, realizzando opere in cui sono intervenuti sul paesaggio modificandolo in maniera provvisoria. Le loro opere più note sono quelle realizzate con tessuto, "imballando" monumenti e luoghi naturali. I primi oggetti impacchettati risalgono al 1958. Con l'incontro di Jeanne Claude, iniziò una lunga collaborazione artistica in cui lui si occupava del disegno e lei degli aspetti organizzativi. Insieme hanno realizzato impacchettamenti spettacolari, ad esempio della scogliera di Little Bay in Australia e di un gruppo d'isole al largo della Florida.

Una delle opere più famose è stata realizzata tra il 1972 e il 1976: si tratta di Running Fence, una serie di ampi teloni di nylon bianco appesi a un cavo d'acciaio sorretto da oltre 2000 montanti che formavano un lungo 'serpente' da est a ovest per quasi 40 chilometri nella campagna a nord di San Francisco, in California.

Nel 1970 e 1974 furono impacchettati i monumenti di Leonardo da Vinci e di Vittorio Emanuele II a Milano e la Porta Pinciana a Roma. L'ultima mastodontica opera di Christo è stata la realizzazione nel 2016 con 'Floating Piers' sul lago d'Iseo, con una serie di passerelle galleggianti sull'acqua.
