"Sempre caro mi fu quest'ermo colle"... Recanati celebra i 200 anni dell'Infinito di Leopardi
La Giornata mondiale della Poesia a Recanati dove Giacomo Leopardi scrisse l'idillio perfetto
Il 21 marzo è la Giornata mondiale della Poesia, istituita nel 1999 dall'Unesco, che quest'anno invita a riflettere "sulla poesia autoctona e sul suo ruolo nella lotta contro la marginalizzazione e l'ingiustizia". "Ogni forma di poesia in quanto unica rispecchia l'universalità dell'esperienza umana, l'aspirazione alla creatività che attraversa tutti i confini e il tempo, così come lo spazio nella costante affermazione dell'umanità come unica famiglia. Questo è il vero potere della poesia", ha detto Audrey Azoulay, direttore generale dell'Unesco, che ha ricordato che la Giornata della Poesia è anche "l'occasione per onorare i poeti". L'Italia ha scelto Recanati, il luogo dove è stato scritto l'"idillio perfetto", per festeggiare la ricorrenza, dando il via alle celebrazioni per i 200 anni de "L'Infinito" (1819-2019) di Giacomo Leopardi, esposto eccezionalmente nel museo civico della città marchigiana.
Recanati, fino al 24 marzo, diventerà palcoscenico per conferenze, spettacoli, concerti dove ragionare sul tema dell'infinito in tutte le arti, dalla matematica alla filosofia, dalla pittura passando per la scienza e ovviamente la poesia. Il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca Marco Bussetti inaugurerà il nuovo percorso museale. Per decenni molti cimeli del grande poeta sono stati nascosti nei depositi della villa e ora sono usciti per essere esposti nella mostra "Infinito Leopardi" che ha portato nella città natale del poeta il manoscritto de "L'Infinito" e altri autografi conservati a Visso. Tra i cimeli del nuovo allestimento spiccano la maschera funebre di Leopardi, i ritratti della famiglia di Giacomo e le lettere. Esposte anche due miniature raffiguranti il poeta, una delle quali in una scatola dipinta a tempera su avorio, i ritratti di Pier Francesco, Adelaide e Paolina Leopardi, e quelli dello stesso Giacomo.
L'Infinito
E' una delle liriche più famose di Giacomo Leopardi. Il poeta la scrisse negli anni della sua prima giovinezza a Recanati, sua cittadina natale, nelle Marche. Le stesure definitive risalgono agli anni 1818-1819.
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.