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ITALIA

Il ministro a Radio Anch'Io

Scuola, Giannini: La riforma in Cdm il 3 marzo. Sulle assunzioni: "Numeri solo quando definitivi"

Nessuno slittamento, spiega la titolare dell'Istruzione, è "la prima data utile che ha messo tutti i ministri nella condizione di essere presenti". E annuncia " misure interessanti per il personale amministrativo e tecnico"

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Nella Buona scuola "ci sono misure interessanti che riguardano la formazione e l'inserimento anche di chi fa funzionare le scuole, cioè il personale Ata, quel mondo fondamentale tanto quanto quello degli insegnanti, che saranno una piacevole sorpresa per il personale Ata". Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ai microfoni di Radio Anch'io spiegando che sulla riforma della Scuola "non è slittata" dal 27 febbraio al 3 marzo. "Non era stata ancora fissata la data - ha detto il ministro -. Avevamo detto che la volontà politica era di discutere questo come primo provvedimento dopo il jobs act e la prima data utile che ha messo tutti i ministri nella condizione di essere presenti, per una fase importante della legislatura, è martedì".

La Giannini ha sottolineato quindi che quello del precariato "è uno degli elementi fondamentali, perché se hai un ostacolo che va rimosso, che impedisce di avere condizioni di stabilità, continuità e progettualità, è chiaro che devi partire da lì". Ma "il provvedimento che abbiamo presentato e su cui abbiamo aperto il dibattito e la consultazione rifletterà una visione più organica". 

Riguardo ai numeri dei soggetti da assumete il ministro ha spiegato: "Abbiamo quantificato il numero dei precari" da assumere, e "sarebbe grave se non fosse avvenuto. L'unità di misura è nota, si tratta di decine di migliaia di persone. Ma io i numeri li dò quando sono definitivi, non si gioca con la vita delle persone. Quando il provvedimento uscirà dal Consiglio dei ministri si saprà il numero".

La Giannini ha poi sottolineato che i criteri per l'assunzione non saranno "quantitativi". "Siamo partiti dall'organico dell'autonomia, che ci faccia avere la scuola che vogliamo, con il fabbisogno della scuola: se a me interessa potenziare ad esempio italiano e matematica partirò dalle graduatorie di italiano e matematica". L'obiettivo, ha quindi aggiunto, "è chiudere definitivamente le graduatorie a esaurimento, che però non significa assumere tutti senza badare all'esperienza". Perché nelle graduatorie "c'è anche chi non insegna da anni e non verrà incluso. Ci sono dei criteri oggettivi che ci fanno dire quale è il precariato che ha diritto legittimo all'assunzione, ce lo ha detto anche la Corte europea". Nello stesso provvedimento, ha poi ricordato il ministro, "facciamo partire anche il concorso" valido per le assunzioni future.
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