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Ballottaggio primarie centrodestra in Francia, Fillon favorito
Salvo sorprese, il ballottaggio delle primarie incoronerà oggi Fillon candidato del centrodestra alla presidenza della Francia

Fillon, primo ministro di Nicolas Sarkozy durante l'intera durata del quinquennio di presidenza, si presenta come candidato della "vera rottura" proponendo per la Francia una cura liberale quasi thatcheriana che prevede tra l'altro tagli alla spesa pubblica per 110 miliardi e ritorno alle 39 ore.
Alain Juppé è il più grande anagraficamente: è nato nel 1946 - ed è stato a lungo il più popolare nei sondaggi prima del sorpasso a sorpresa da parte di Fillon in occasione del primo turno di domenica scorsa. Già ministro del Bilancio e degli Esteri, primo ministro con Chirac alla presidenza, nuovamente capo della diplomazia con Nicolas Sarkozy all'Eliseo e François Fillon capo del governo, dal 2001 è sindaco di Bordeaux. Le parole d'ordine della sua campagna sono quelle dell'"identità felice" e la "destra dal volto umano", che definiscono un programma liberale ma abbastanza moderato da attrarre i voti del centro.
Fillon e Juppé si sono imposti sugli altri cinque candidati: Nicolas Sarkozy, Bruno Le Maire, Jean-François Copé, Nathalie Kosciusko-Morizet e Jean-Frédéric Poisson. Secondo i sondaggi, l'ultimo confronto tv tra i candidati in vista del voto sarebbe stato vinto da Fillon, giudicato più convincente dal 71% degli spettatori. Il dibattito che si è svolto all'insegna di una sorprendente tranquillità, dopo due giorni di duri attacchi in cui Fillon si è lamentato di essere stato chiamato un "reazionario medievale" per i suoi punti di vista in materia di aborto e adozione per le coppie gay, mentre Juppé ha denunciato di essere stato etichettato come un islamista ('Ali Juppé').
Nel confronto tv i due candidati hanno invece mostrato analogie nelle loro proposte economiche, tra cui l'innalzamento dell'età pensionabile e la riduzione della spesa pubblica, con un taglio dei posti di lavoro nel servizio pubblico. Tuttavia, Juppé ha attaccato il piano di Fillon per sopprimere 550mila posti di funzionari pubblici entro il 2022. "La riforma non dovrebbe essere una punizione, ma portare speranza", ha detto Juppé, definendo il progetto di Fillon "irrealizzabile". "E' vero il mio progetto è più radicale, forse più difficile da realizzare, ma non accetto che sia definito impossibile", si è difeso Fillon, aggiungendo che "Alain Juppé non vuole veramente cambiare le cose. Sta rimanendo all'interno del sistema, lui vuole solo migliorarlo".
Quanto alle questioni sociali e alla politica estera, i due candidati si sono scontrati sul multiculturalismo e se la Francia debba cooperare con la Russia per vincere la guerra contro lo Stato islamico in Siria e Iraq. "La Francia non è una nazione multiculturale. Gli stranieri che vengono nel nostro paese devono integrarsi. Quando andiamo a casa di qualcuno, non cerchiamo di prendere il potere", ha detto Fillon. Diametralmente opposta la visione di Juppé, convinto invece che "l'identità della Francia sia in primo luogo nella diversità".
Quanto all'amicizia con il presidente russo Vladimir Putin, Juppé si è detto stupito del fatto che "per la prima volta un capo di stato russo scelga il suo candidato alle elezioni francesi". Ma per Fillon, il vero pericolo non è la Russia, il vero pericolo è l'economia e si chiama Asia. Parigi e Mosca hanno bisogno di "sedersi attorno allo stesso tavolo" per colmare le differenze e migliorare i legami bilaterali, ha sottolineato.