CULTURA
Le reazioni alla morte di Proietti
Il mondo della Cultura ricorda Gigi Proietti: "Addio Maestro"
Una vita da mattatore tra teatro, cinema e televisione

"Oggi ci lascia un attore gigantesco. Sul palcoscenico tra i migliori se non il migliore. Enorme presenza scenica, maschera da attore dell'antica Roma, tempi recitativi sublimi. Era un volto che rassicurava che l'identità di questa città ancora vive. Discepolo di Ettore Petrolini, forse più volte ha superato il suo maestro. Autorevolezza, cultura, generosità e umiltà. Questo era Gigi Proietti", scrive in un post sul suo profilo Facebook Carlo Verdone, pubblicando una foto che lo ritrae insieme a Proietti.
"Mi farebbe piacere che a Roma venisse intitolato un grande teatro a Proietti, magari proprio il Brancaccio che lui ha diretto. Ho la sensazione che lassù stia facendo ridere tutto il creato, che stia facendo divertire con la sua classe, il suo meraviglioso talento e la sua umanità. Ciao Gigi sei tutti noi, il più grande di tutti noi", dice commosso Tullio Solenghi in un video nel quale ricorda il grande attore romano scomparso poche ore fa, un ricordo "che testimonia - dice - anche l'umiltà
di questo mostro della scena".
"È un grandissimo dolore", ha dichiarato Massimo Ghini. "Negli ultimi tempi ci stavamo vedendo perché stavamo lavorando a delle cose e lo vedevo che non stava benissimo" racconta. "Uno dei ricordi che più mi lega a lui, risale ai tempi in cui ancora non facevo l'attore, ma andai a vedere per nove, dieci volte lo spettacolo "A me gli occhi please" e poi ha fatto tantissime cose" - continua Ghini - l'idea che fosse un attore romano o romanesco è sbagliato. La sua figura artistica è sempre stata schiacciata, in senso buono, dalla sua romanità. Spesso la parola Maestro si usa a sproposito, ma in questo caso lo era e lo è stato per tanti ragazzi con la sua scuola".
"Incontrare lungo la mia strada una persona, non un personaggio, come Gigi è stato un privilegio perché aveva la capacità di farti immediatamente entrare nel suo mondo, nella sua vita, senza farti pesare la sua grandezza. Ciao maestro", scrive Massimo Giletti.
Enrico Montesano commenta la morte di Proietti: Tra me e Gigi rivalità solo in scena, tra noi c'è stato grandissimo rispetto".
"La prima volta che lo incontrai ero molto intimidita da lui, ma Gigi era in grado di sciogliere tutti i ghiacci del mondo", racconda Catherine Spaak che rievoca il suo primo incontro con l'attore nel '67, sul set de 'La matriarca' di Pasquale Festa Campanile, lei una vedova allegra decisa a vendicarsi dei tradimenti del marito morto, lui una delle sue 'vittime'. "Dovevamo girare una scena sexy che oggi sembrerebbe da film per educande ma non era quella a preoccupami, quanto il fatto di dover lavorare con lui, ero molto timida e riservata". Andò tutto benissimo e oggi Spaak ricorda soprattutto l'abbraccio di fine film: "Gigi sapeva abbracciare in modo particolarmente caldo, si sentiva davvero il suo calore, credo ci fosse un fattore chimico - chiarisce - quel calore l'ho poi riprovato ogni volta che alla fine dei suoi spettacoli in teatro andavo a salutarlo in camerino, i suoi erano abbracci veri, mai di facciata".
"Nooo... Il mio primo Amore. Il più grande di tutti. La storia", con un cuoricino spezzato e una foto che li ritrae abbracciati e sorridenti, Virginia Raffaele saluta Proietti su Instagram.
"Non poteva esserci risveglio peggiore. Oggi, nel giorno stesso del suo 80mo compleanno, ci ha lasciato per sempre Gigi Proietti. Ho amato tantissimo il talento ma anche l'umanità di quest'uomo con cui ho avuto la grande gioia di lavorare. Addio Gigi. Ci mancherai tantissimo", è il ricordo che l'attrice e cantante Rita Pavone affida ai social.
"Ciao maestro e amico", scrive Alessandro Gassmann su Twitter.
"Senza parole... Questa volta l'inchino a #gigiproietti lo facciamo tutti noi", si legge sul profilo di Fabio Fazio.
"Grazie, grande Gigi Proietti. Ogni donna e uomo dello spettacolo ti deve molto. Oltre il teatro, il tuo regno. Faro per i tantissimi giovani che ti amavano. Alzarsi in piedi e applaudire forte", scrive Cesare Cremonini su Twitter per rendere omaggio all'attore.
"Da ragazzino mio padre mi portava a vederti in teatro, poi ti ho conosciuto bene e ho capito che non eri solo un genio ma anche una persona di valore immenso. Vola in cielo Maestro e grazie per la meraviglia che ci hai lasciato nel tuo passaggio terreno", scrive Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino.
La As Roma saluta uno dei suoi più grandi tifosi: "Un pezzo di Roma che se ne va. Grazie di tutto, Maestro", si legge sull'account della società che accompagna il messaggio con due cuori, uno giallo e uno rosso, insieme a una foto dell'artista sorridente.
Un pezzo di Roma che se ne va.
— AS Roma (@OfficialASRoma) November 2, 2020
Grazie di tutto, Maestro 💛❤️ pic.twitter.com/c4gNyfcMLJ
"Gigi, sei stato preciso come solo un fenomeno vero sa essere. Fai buon viaggio grande maestro di teatro, cinema, musica, vita e risata liberatoria. #gigiproietti #fenomeno", è il messaggio su Twitter di Piero Pelù.
"Mi hai fatto amare Roma. Una città che all'inizio è stata difficile da affrontare. Mi hai fatto amare i romani il loro modo di pensare, di parlare, le loro battute. Hai contribuito a farmi innamorare di questo surreale lavoro che ogni giorno provo a fare mettendocela tutta. Sei uscito di scena, ma il sipario piange non vuol saperne di chiudersi. Si parla tanto di talento... Ecco il talento. Grazie Gigi", dice l'attore Alessio Vassallo.