"Chiedo scusa a tutti e soprattutto a Edimar per il mio atto sconsiderato nella partita di oggi", twitta l'attaccante portoghese. Più emotive e profonde le scuse a caldo di Mexes, in tv (GUARDA), che dice: "E' tutta colpa mia" e chiama in causa la sua identità di padre di quatto figli: "Quando sbagli è giusto prendersi le responsabilità. Voglio chiedere scusa alla società, ai tifosi e alla mia squadra. E' una reazione che ho avuto altre volte nella mia carriera. Chiedo scusa". E alla domanda se fosse stato provocato in campo, prosegue: "Non è un esempio di un padre di quattro figli come me - dice ancora il francese - Non ho scuse perché è una partita di calcio e non bisogna arrivare a questo. Non ricapiterà più. E' tutta colpa mia". ">
Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Ronaldo-Mexes-prima-la-follia-poi-le-scuse-La-febbre-del-sabato-sera-c004d5f1-349f-4141-b53a-a0897cc10612.html | rainews/live/ | true
SPORT

I cattivi ragazzi del pallone

Ronaldo-Mexes, prima la follia poi le scuse. Il calcio e la febbre del sabato sera

Condividi
Sui campi di calcio impossibile non notarli. Non fosse altro per il fatto che CR7 è il neo pallone d'oro, per la terza volta nella carriera. Diverso il caso del francese, che comunque, anche per il look, non passa inosservato e per il suo carattere quantomeno 'intemperante' si è giocato più volte il suo destino in nazionale dei blues.

Cristiano Ronaldo e Philippe Mexes, protagonisti ieri di gesti che non fanno onore al mondo del calcio e dello sport. 
Trenta secondi di follia per entrambi e poi le scuse. 

Alterne le vicende. Il pluripremiato top player ha visto vincere il Real Madrid 2-1 contro il Cordoba, anche se con molta sofferenza. Il difensore rossonero ha perso la testa dopo che il suo Milan ha incassato 3 goal in una gara che per tutto il primo tempo aveva condotto per 1 a 0 (GUARDA VIDEO PARTITA). Un vincente e un perdente in campo, quindi. Quello che hanno fatto vedere però non premia nessuno dei due.
 
Il pugno di CR7 (GUARDA)
La squadra di Carlo Ancelotti ha ottenuto un successo di misura contro un Cordoba non certo irresistibile, grazie a un rigore nel finale. Un nervosissimo Cristiano Ronaldo è stato espulso all'84' quando ha perso completamente la testa assestando una manata e un calcione a Edimar, centrocampista in prestito dal Chievo Verona.
E' poi uscito fischiatissimo dal campo, accarezzando lo scudetto del Mondiale per Club cucito sulla destra del petto della divisa Real.

Il brutto finale di Phil (GUARDA)
Bruttissimo finale per Mexes che reagisce in malo modo a un calcio di Mauri, dopo una sua strattonata. Il difensore francese si infuria e cerca di agguantare il capitano della Lazio dopo il fischio dell'arbitro a cui chiede, con i gesti, di tirare fuori almeno un cartellino giallo. Il gioco riprende, ma Philippe non placa la rabbia. E da il peggio di se. Si riavvicina a Mauri e perde letteralmente la testa stringendogli il braccio intorno al collo. Il capitano biancoceleste non reagisce, ma il rischio della rissa viene evitato sono quando dopo un cartellino rosso si riesce a spedire negli spogliatoi la furia di Mexes che di certo non eviterà una pesante squalifica. La faccia torva di Galliani dalla tribuna, anticipa un fine serata amarissimo per il francese.

Le scuse sempre 'dopo'
Pessimo esempio per due professionisti del calcio. Le cui scuse sono d'obbligo. E per fortuna non tardano ad arrivare. Come se, una volta usciti dal campo, tornasse loro la lucidità mentale. 

Cristiano Ronaldo si è scusato su twitter per il brutto gesto:

 
"Chiedo scusa a tutti e soprattutto a Edimar per il mio atto sconsiderato nella partita di oggi", twitta l'attaccante portoghese.

Più emotive e profonde le scuse a caldo di Mexes, in tv (GUARDA), che dice: "E' tutta colpa mia" e chiama in causa la sua identità di padre di quatto figli: "Quando sbagli è giusto prendersi le responsabilità. Voglio chiedere scusa alla società, ai tifosi e alla mia squadra. E' una reazione che ho avuto altre volte nella mia carriera. Chiedo scusa". E alla domanda se fosse stato provocato in campo, prosegue: "Non è un esempio di un padre di quattro figli come me - dice ancora il francese - Non ho scuse perché è una partita di calcio e non bisogna arrivare a questo. Non ricapiterà più. E' tutta colpa mia". 
Condividi