CULTURA
Palermo
Morto poeta Vilardo, amico e compagno di scuola di Sciascia

Vilardo, che era nato a Delia (Caltanissetta) e ha continuato a scrivere fino all'ultimo, aveva esordito con una raccolta di poesie ("I primi fuochi") pubblicata nel 1954 dall'editore Sciascia omonimo dello scrittore, recensito per primo dall'amico Sciascia. In seguito, "Il frutto più vero" (Salvatore Sciascia editore, 1960) e "Gli astratti furori" (Salvatore Sciascia, 1988). E' autore anche dello studio etnologico "Il paese del giudizio" (Il Vespro, 1977). Tra i suoi libri spicca "Tutti dicono Germania Germania" (Garzanti, 1975, ripubblicato da Sellerio nel 2007), una raccolta di 42 storie di emigranti trasposte in versi. Una Spoon River siciliana di cui Leonardo Sciascia scriveva nella prima edizione: "Vilardo è nato a Delia, in provincia di Caltanissetta, e a Delia è vissuto per tanti anni, insegnando nelle scuole elementari. Poeta, per così dire, in proprio (un paio di volumetti pubblicati in edizione limitata: poesie di idillio, poesie d'amore), ad un certo punto si è dato a raccogliere e ricreare queste storie. E non è stata un'operazione facile. Per quanto, leggendole, non sembri, la mediazione del poeta c'è stata. La ricreazione, appunto. E che non sembri, è il maggior merito di questo libretto".
Come narratore Vilardo ha pubblicato con Sellerio "Una sorta di violenza" (1990), "Uno stupido scherzo" (1997), e "A scuola con Leonardo Sciascia" (2012).
Stefano Vilardo dopo il conseguimento del diploma magistrale per anni ha insegnato alle scuole elementari di Delia ed in seguito di Caltanissetta. Nel 1972 si trasferì a Palermo, continuando ad insegnare come maestro elementare, frequentando sempre assiduamente Leonardo Sciascia sino il giorno della sua scomparsa (20 novembre 1989).
Il suo romanzo "Una sorta di violenza" restò in gestazione per 15 anni prima che l'autore lo desse alle stampe nel 1990, inizio della collaborazione con la casa editrice Sellerio di Palermo: racconta la vita piuttosto travagliata e disgraziata di Lorenzo Cutrano, il cui nome è ovviamente fittizio, ma in realtà si trattava di un comune amico di Vilardo e Sciascia.
Vilardo aveva da poco tempo scritto un racconto che sarà pubblicato in un volume curato da Vito Catalano, nipote di Sciascia.